A V V I S O
Mantova, dal 20 dicembre la messa tridentina trasloca nella chiesa dei SS. Simone e Giuda
Dal 20 dicembre prossimo, sarà la storica chiesa dei Santi Simone e Giuda, in Via D. Fernelli, ad accogliere la celebrazione latina secondo il rito romano antico in Mantova, ogni sabato e giorno prefestivo, alle ore 17 (ora solare) e alle ore 18 (ora legale). La chiesa si trova a soli cento metri dall’edificio della Madonna del Terremoto, che ha ospitato finora, fin dal lontano 2003, la celebrazione tridentina in Mantova.
La funzione viene assicurata da anni da don Vilmar Pavesi, coadiutore presso la rettoria di Santa Toscana in Verona. Lo spostamento, disposto dal Vescovo di Mantova S. Ecc.za Rev.ma Mons. Roberto Busti, in accordo con don Claudio Cipolla, direttore della Caritas diocesana e responsabile della chiesa dei Santi Simone e Giuda, viene incontro alle richieste dei fedeli mantovani di disporre per il sacro rito tridentino di una chiesa più grande.
Contatto: geom. Mansueto Bassi
Tel. +39 0376 363774
Coordinamento di Una Voce delle Venezie
Delegazione di Mantova
Email cuvve@unavoce-ve.it
Da anni ricevo consigli e conforto spirituale dall’amico Giovanni Camolese.
Plurilaureato, bibliofilo di gran livello, l’Abbate Giovanni mi contattò molti anni fa, quando ancora viveva a Milano: cercava libri religiosi rari e, lo posso dire, trovò pane per i suoi denti. In ogni caso l’aspetto mercantile fu superato dalla grande amicizia, amicizia e confidenza che continua ancora oggi che la mia attività commerciale è cessata.
Passo passo ho seguito l’Abbate Giovanni progettare un sogno e renderlo concreto: in un mondo in cui non si fa che chiudere chiese, seminari, scuole religiose e, di conseguenza la speculazione edilizia spalanca le sue fauci, una comunità ha dimostrato che è possibile andare controcorrente. Dal 1994 un pugno di Benedettini si sta costruendo lentamente e metodicamente una nuova abbazia. La località, Monte Monastero, indica che già in un lontano passato, probabilmente nell’Alto Medioevo, oscuri monaci avevano, fuori dal mondo ed in una terra scarsamente popolata, costruito un luogo di culto poi abbandonato, tanto che le tracce si possono solo intuire. Oggi la piccola comunità è attivissima e ben frequentata da chi ha capito quanto sia fasullo questo mondo moderno basato sulla appariscenza e da chi cerca la Spiritualità.
’ultima fatica di questi monaci è un piccolo estratto, “L’azione della divina liturgia sull’anima”, autore Nicolaji Gogol, famoso romanziere, ma anche studioso della spiritualità della sua terra.
Vi lascio con un caldo invito a contattare e ad aiutare l’Abbate Giovanni e i suoi monaci: lo sento come un dovere morale. Non per nulla chiamai la mia libreria “La Cattedrale”.
E oggi di piccole cattedrali se ne possono ancora costruire...

CONFERENZA
Falsi miti e bugie sul clima. Per una visione non ideologica dell'ambientalismo.
VENERDI 30 MAGGIO 2008 - ORE 21,15
CAMERA DI COMMERCIO DI FERRARA - LARGO CASTELLO
Il 30 maggio, sarà a Ferrara per una conferenza alla Camera di Commercio il prof. Antonio Gaspari, un giornalista che ha scritto diversi libri per denunciare le esagerazioni e le bugie di certo ambientalismo di matrice ideologica ("Le bugie degli ambientalisti", "Che tempo farà. Falsi allarmismi e menzogne sul clima").
La relazione del prof. Gaspari sarà preceduta da due brevi interventi: una introduzione di don Marco Bezzi, responsabile della pastorale giovanile della Diocesi, ed una presentazione del dott. Marco Voli, informatico del Cineca, uno dei responsabili di Comunione e Liberazione a Bologna.
Ha organizzato l'incontro un gruppo di amici che fa riferimento alla battagliera rivista cattolica "Il Timone". L'argomento è di grande interesse ed attualità e vi invito quindi ad essere presenti (magari dopo aver passato la notizia anche a qualche amico).
In collaborazione con il Centro Studi Europei di Carpi, è in programma una "gita fuori porta" sui Colli Euganei dove si visiterà il Castello del Catajo, l'ultima dimora in Italia dei Duchi Austria-Este. Il Castello del Catajo è così chiamato, nel linguaggio popolare, forse per il suo stile orientaleggiante, anche se in realtà fu dominio degli Obizzi.
Gli Obizzi, originari della Borgogna, erano una famiglia di "Capitani di ventura", giunti in Italia al seguito dell'imperatore Arrigo II nel 1007. Dopo una prima residenza in Toscana, la famiglia si stabilì nel territorio della Repubblica di Venezia, allora molto potente e qui, a metà del XVI secolo, Pio Enea degli Obizzi fece costruire la propria dimora a metà tra la villa e la fortezza
La famiglia Obizzi si estinse nel 1805 con il marchese Tommaso, che lasciò il castello agli eredi della casa d'Este , Arciduchi di Modena; successivamente, alla morte di Francesco V, senza figli, il Catajo passò all'Arciduca ereditario d'Austria Francesco Ferdinando.
Appuntamento, numerosi!!!!, ad Arquà Petrarca alle ore 11,00 circa.
Per maggiori informazioni sul castello, la sua storia e archeologia vedi l'articolo di Elena Bianchini Braglia sulla rivista Terra Estense oppure visita il sito www.castellodelcatajo.it.
Claudio Cardelli ha partecipato a Cento (Ferrara) presso il Palazzo del Governatore ad una interessante serata con dibattito sul tema CINA E DIRITTI UMANI, durante la quale con il suo intervento ha trattato in modo particolare la vicenda del Tibet.
Da oltre vent’anni il riminese Claudio Cardelli, vicepresidente dell’Associazione Italia-Tibet, ha sposato la causa del popolo tibetano: egli ha compiuto frequenti viaggi in Tibet e presso le comunità di esuli che vivono sulle pendici dell’Himalaja ed ha realizzato interessanti servizi fotografici e cinematografici. Cardelli ha evidenziato come il Tibet sia sempre stato un’entità indipendente con una sua lingua, ben distinta da quella cinese e una sua religione più affine al buddismo indiano che al confucianesimo e al taoismo. Questo popolo, sempre fiero della propria indipendenza, è riuscito a rimanere fuori dei giochi politici mondiali (tranne una breve spedizione inglese), favorito anche dalla particolare situazione geografica. Invaso dalla Cina comunista il Tibet subisce dal 1956 una continua opera di repressione, denazionalizzazione e, diciamolo pure, di etnocidio. Questo senza che alla comunità internazionale sembri importare granché. A precisa domanda Cardelli ha risposto che qualche aiuto militare sottobanco ci fu, ma cessò con la nuova diplomazia di Nixon e da allora i tibetani sono stati lasciati soli. Sono rimasti a difendere il Tibet il Dalai Lama con la sua indiscussa statura morale, alcuni cinematografari della cui utilità sono dubbioso e piccoli gruppi come appunto l’associazione Italia-Tibet che in modo veramente encomiabile si reca ovunque venga chiamata con documenti e filmati a portare la voce di questo popolo oppresso.
L'Associazione Italia-Tibet, è alla quale ci si può rivolgere per informazioni e materiali, comprese le bandiere tibetane, è un'organizzazione indipendente senza scopo di lucro che si propone di sostenere il lavoro del Dalai Lama e del suo governo in esilio, affinché al popolo tibetano venga riconosciuto il diritto all'autodeterminazione e siano garantite le fondamentali libertà civili.
Associazione Italia-Tibet
Via Pinturicchio 25 ~ 20133 Milano
Tel./fax 0039.02.70638382
e.mail: info@italiatibet.org







